Con o senza rima

Quest’altra rampa, la facciamo assieme?

Tempo di lettura: 1 minuti

di Slawka G. Scarso

Mille strati di giorni passati
per arrivare a te.
Ognuno uno scalino
un gradino a volte piccolo
a volte grande almeno tre.

E lì a cercare appigli
ad aggrapparsi
a un chiodo, un’idea
un niente, un sogno.

C’erano scalini felici
colorati, lì sopra si cantava
addirittura.
A guardarli da vicino – troppo –
parevano portare altrove.

E scalini malinconici,
che ti veniva voglia
di sederti in un angoletto,
rannicchiarti,
dire: Passerà.

C’erano rampe solitarie,
sganciate da tutto
anche all’incrocio
di altre scale.

E poi quel giorno
ci siamo ritrovati
sullo stesso scalino
e io non lo sapevo neppure
che si poteva condividere,
un gradino.

Che si fa, ci siamo detti:
Quest’altra rampa,
la facciamo assieme?

Di guide, del resto,
non te ne danno mica,
all’inizio delle scale.
Nessuno ti dice
dove si va, né come,
né perché.

Solo capisci,
gradino dopo gradino,
che ognuno serve,
anche quello che
scricchiolava così tanto
sotto il tuo passo.

Facciamola assieme, allora,
quest’altra rampa.
Ho idea che si faranno
più bassi, i gradini, e più larghi.
Magari ci vien voglia pure
di decorarli,
di metterci cuscini,
di farli tutti nostri,
di illuminarli.

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