Slawka G. Scarso

Short stories, poems and the odd travel note // Racconti, poesie, e qualche appunto di viaggio

Il vino in italia, vigneti e cantine

Accerchiata a Bardolino – diario di un viaggio vinoso tra colline moreniche

Tempo di lettura: 3 minuti

Eccomi di ritorno dall’Anteprima del Bardolino 2011 che si è tenuta nella bellissima Dogana Veneta a Lazise (VR) lo scorso fine settimana. Lazise è un posto da cartolina affacciato sul lago di Garda, con tanto di castello scaligero e porticciolo e ristorantini e locali ovunque. Qui, nella Dogana Veneta (già arsenale, dogana, stabilimento per la filatura del cotone e oggi lochèscion per eventi culturali e non) si è svolta la quarta edizione dell’Anteprima del Bardolino e del Chiaretto. Assieme a un bel gruppo di giornalisti e blogger ero ospite del Consorzio Tutela Vino Bardolino Doc e il nostro programma, per il sabato e il lunedì, prevedeva due opzioni: degustazione alla cieca di tutte le anteprime di Bardolino e di Chiaretto 2011 oppure tour delle cantine. Inutile dire che ho scelto la seconda opzione destinando però la domenica agli assaggi arricchiti da un bel bagno di folla. Il fatto è che io da queste parti ci sono stata già diverse volte – e anzi per me Bardolino profuma d’inizi, con quel velo di nostalgia che ricorda la foschia che s’alza dal lago e non ti fa vedere dall’altra parte, ma è una nostalgia buona, di cose andate come dovevano andare, di sole che arriva e rischiara tutto – e insomma io pur essendoci sempre venuta per motivi vinosi, per giunta, le cantine in zona non avevo ancora avuto occasione di vederle.

Accompagnati da Paola Giagulli, addetto stampa del Consorzio e raro esempio di simpatia e schiettezza (oltre che di professionalità, ovvio) nel mondo delle pierre del vino, e da Angelo Peretti, che il Consorzio dirige da qualche anno e che si è diviso egregiamente tra sala assaggi e tour per cantine – roba che se pure non può contare tra i tanti suoi talenti il dono dell’ubiquità, poco ci manca – siamo andati alla scoperta del territorio, concentrandoci in particolare su Lazise e Bardolino prima, e Cavaion Veronese poi.

Giro ben organizzato, niente fretta da tour de force stile scendi-e-sali-subito-sul-pullman-sennò-rimani-qui. Abbiamo visitato cantine e qualche vigneto, ci siamo fermati a fare domande, a scattare foto, a degustare in modo più conviviale, avendo l’opportunità di confrontare realtà piccole e più grandi, che poi è una delle caratteristiche del Consorzio. Per me, che sono una geologa della domenica, è stata l’occasione per vedere le colline moreniche che incorniciano la zona, un anfiteatro di cerchi che vanno man mano allargandosi. Viste da Zeni, in particolare, ricordavano un po’ la Serra d’Ivrea, nel canavese, seppure meno distinte. Ma la percepivi, eccome se la percepivi, la forza del ghiacciaio che avanza e indietreggia, una, due, tre volte, quattro. E ogni volta porta qualcosa di diverso, lascia dietro di sé altro. Così i terreni hanno una varietà, in un raggio di pochi chilometri, che non ti immagineresti. E poi c’è il Monte Baldo che ti guarda un po’ più in là – e mi sarà sfuggito, a suo tempo, ma di solito pensi alla zona del Bardolino e ti viene in mente il lago di Garda, e il suo effetto sul clima, e invece c’è pure questo monte che raggiunge 1800 e passa metri e ospita tuttora una moltitudine di specie da capogiro, orchidee incluse. Così, se il lago mitiga, il monte rinfresca.

Visitare questa zona è stata dunque l’occasione per capire che attorno alla schiettezza e alla bevibilità del Bardolino e del Chiaretto ci sono tante sfumature in più, c’è una dignità propria, un’unicità finalmente valorizzata da scelte attente per quanto riguarda la produzione: dall’uso sempre più importante della Corvina Veronese a un certo stile chiaro che non cerca più di imitare le colline un po’ più in là.
Come con le persone, ognuno ha i suoi talenti, tutto sta nel saperli valorizzare.

Segue…

4 Comments

  1. Arturo

    17th March 2012 at 12:33 pm

    Bella descrizione, molto coinvolgente. La zona merita veramente una visita, di più di un giorno, magari iun long weekend E il monte Baldo è tosto ..

  2. Slawka G. Scarso

    17th March 2012 at 3:40 pm

    Grazie! Bella zona davvero. Quindi sei stato sul Monte Baldo? come sono i sentieri lì? Visto che con Tessa è saltato il Cammino stavo pensando di ripiegare su una meta italiana ma cerco sentieri che si possano percorrere anche per conto proprio (col cane, ovvio). Anzi, se hai percorsi da segnalare… 😉

  3. Arturo

    17th March 2012 at 10:02 pm

    Sul lago di Garda ho scorrazzato a vela, ma siccome mi piace camminare in montagna d’estate ( prevalentemente in Val D’Aosta) chiacchierando era venuto fuori che il monte Baldo nonostante i neanche 2000 aveva tanti itinerari e anche impegnativi. Non ho esperienza personale, ma ti mando un link informativo sugli itinerari http://www.verona.com/it/Monte-Baldo/

  4. Slawka G. Scarso

    18th March 2012 at 12:05 am

    ah, beh, io vela proprio no. ma camminare… camminando si può arrivare (quasi) dappertutto. è davvero la mia dimensione ideale del viaggiare. grazie!

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