Il rischioso mestiere del traduttore
Ci sono mestieri che quando li intraprendi sai bene che ti faranno rischiare la vita. O anche solo qualche infortunio. Mi vengono in mente i documentaristi che vanno a filmare i coccodrilli dall’altra parte del mondo, ma anche i rappresentanti e i camionisti che passano giornate intere in autostrada. Poi ci sono i mestieri sedentari, i lavori che si fa in ufficio, a volte addirittura da casa. Mestieri privi di rischio, non necessariamente noiosi, ma che non hanno nulla di temerario…
Pensavo che anche tradurre fosse uno di questi mestieri risk-free, finché, sollevando da terra il dizionario nella foto, piegando male la schiena, mi sono presa una bella contrattura che mi ha tenuto bloccata da venerdì, e che solo ora, dopo un bel po’ di medicine, comincia a passare. Spero solo di riprendermi in tempo per il Cammino di Santiago…
tonnios
2 Luglio 2008 at 10:24artrosilene schiuma (principio attivo ketoprofene).
per me… #1!
Slawka G. Scarso
2 Luglio 2008 at 10:53Ciao!
per ora mi sto facendo un bel cocktail di voltaren e muscoril… sperèm!
Grazie del pensiero!!
Slawka
christian
2 Luglio 2008 at 11:26secondo me si tratta dell’eta’! 😉
cosa traduci di bello?
Slawka G. Scarso
2 Luglio 2008 at 11:39@christian – infierisci?! 🙁
PS sto traducendo siti web e cataloghi di aziende vitivinicole…
christian
2 Luglio 2008 at 12:32@slawka: ma no, ironizza sulla di noi vecchiaia 😉
Insomma traduci e ti viene “sete”!
tonnios
2 Luglio 2008 at 17:33azienda vitivinicola e poesia hanno certamente in comune il gruppo braida dell’astigiano. braida era il soprannome del fondatore giuseppe bologna. alla sua morte passò tutto in mano al figlio giacomo “braida” bologna, un uomo letterato e illuminato, che oggi dà il nome ad un premio letterario.
di costui ricordo la poesia riportata nel libricino del cd dei timoria “viaggio senza vento” (1993):
costruitevi una cantina ampia-spaziosa-ben areata, e rallegratela di tante bottiglie, queste ritte, quelle coricate, da considerare con occhio amico nelle notti di primavera-estate-autunno-inverno, sogghignando al pensiero di quell’uomo, senza canti e senza suoni, senza donne e senza vino, che dovrebbe vivere una decina d’anni più di voi…
+ o -, vado a memoria eh!
Slawka G. Scarso
2 Luglio 2008 at 18:00@tonnios, ahimé non ho avuto il piacere di conoscere giacomo bologna ma chiunque ne sento parlare ha di lui uno splendido ricordo, ed è stato un piacere ricevere da te l’ennesima conferma 🙂
tonnios
3 Luglio 2008 at 8:48piacere mio! bacinnn
t’s
Jean Arthur
8 Luglio 2008 at 16:34E che dire di quanto sia rischioso l’atto di tradurre? Se traducendo dall’aramaico al greco han scritto “vergine” mentre dovevano scrivere solo “giovane donna”, patatrac non nasceva il cristianesimo.
Slawka G. Scarso
8 Luglio 2008 at 16:36Che dire? che per fortuna per ora mi cimento con traduzioni di vino, e non divine… Al massimo posso sbagliare vitigno! Fiuiiii
Jean Arthur
8 Luglio 2008 at 16:45Buona questa. Ci cadeva proprio a fagiuolo. Ma anche col vino non si scherza benché non sia divino (ma per alcuni talvolta lo è). Hai voglia spiegare in russo la differenza fra un Teroldego Rotaliano e una Barbera d’Asti sfruttando il lessico della vodka. Ma certo se po’ ffa
tonnios
9 Luglio 2008 at 7:24sono d’accordo, il vino è una cosa seria
e a volte per me un problema… 😉
(che poi il bere vino è un gesto simbolico che rientra nella liturgia cristiana no?)
Slawka
9 Luglio 2008 at 14:18@Jean Arthur… basta solo capire come si dice tannini in russo 😉
Slawka
9 Luglio 2008 at 14:20@tonnios – ma quale problema, su! 😀 il vino fa sempre e solo bene (quando consumato con moderazione, vabbè…) 😛
christian
11 Luglio 2008 at 1:08Si fa presto a dire moderazione… 😉
tonnios
11 Luglio 2008 at 7:26ehggià… lo sa bene questo arbitro bielorusso…
http://tv.repubblica.it/copertina/l-arbitro-e-ubriaco-partita-sospesa/22075?video
Manuela
15 Luglio 2008 at 21:45Ecco, è qui che l’hai scritto.
Che bello… Buon Cammino, allora!
Federica
25 Luglio 2008 at 16:10quante coicidenze: traduzioni, vino, il cammino di Santiago (io l’ho fatto in macchina però, vale lo stesso??? :-))). Se capiterò a Roma o se capiterai in Romagna mi piacerebbe conoscerti di persona. Sai quanti altri interessi potremmo scoprire di avere in comune!!! :-)))
elisabetta
13 Maggio 2010 at 14:43Io ho scritto un decalogo su cosa evitare quando si sceglie di fare questo mestiere – Sarei lieta di avere qualche commento i proposito:
http://wwwtraduttoretecnico.blogspot.com/2010/05/decalogo-della-traduzione-cosa-non-fare.html