Con o senza rima, Zaino in spalla
Narcisi, nacquero qui i monti
Narcisi, nacquero qui i monti
Correndo in discesa libera
Verso lo specchio della baia
Nel vano tentativo
Di tuffarsi nel loro riflesso.
Lucente di neve,
Rigoglioso di verde.
E come a provocare
Ulteriormente
La loro vanità, sorsero
A Vancouver i grattacieli,
Pareti infinite di vetro,
Specchio oltre lo specchio,
Irraggiungibile aspirazione
Di quei monti narcisi.
Fabrizio Rasori
24 Marzo 2007 at 14:19bella, complimenti.
Slawka G. Scarso
24 Marzo 2007 at 18:40Comincio a dubitare circa la tua obiettività. Stavo giusto pensando di togliere questa poesia…
Fabrizio
30 Marzo 2007 at 8:31Perchè?
A me questa poesia piace perchè mi da sensazioni. Credo che trasmetta a me la sensazione che – penso – tu abbia provato gaurdando la natura e la città canadese. Queste due componenti, forse antitetiche, ti hanno stimolato, e io lo sento. Almeno credo sia questo.
Il mio giudizio non è quindi stilistico, perchè non mi interessa la vivisezione delle parole altrui, nè un giudizio estetico. E’ solo una questione di istinti. Se le tue parole non mi avessero dato niente, sarei stato semplicemente in silenzio.
E comunque, a priori, io tifo per le bionde.