Il Cammino di Santiago con Tessa, Il vino in italia, microracconti, Scampoli di vita

Quelli delle sette

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Come undici mesi fa… sveglia alle 6 e alle 7 nel bosco. La stessa routine: la passeggiata sotto ai castagni, Tessa che nuota, io che guardo. Le stesse identiche facce, le uniche che vedessi ogni giorno, l’estate passata – a parte il fornaio e i miei genitori. L’anno scorso li chiamavo “quelli delle 7”. Per lo più uomini in pensione, qualche giovane che si allena prima che faccia caldo, la signora svedese con i due labrador. Due volte a settimana ci sono le signore del nordic walking. Poi c’è il tipo che cammina leggendo il giornale, e quando ha finito incrocia le mani dietro la schiena, il giornale di traverso. E quello fuori di testa, con attaccate al tettino della macchina bambole e scarpe di tutti i tipi. E un cartello: si decorano macchine per occasioni importanti. Quest’anno ha attaccato persino un bambolotto tipo babbo natale. Solo che l’ha attaccato male e a forza di trascinarlo il bambolotto ha perso le scarpe, ha consumato i piedi contro l’asfalto. La mattina presto, il signore delle scarpe e del bambolotti scende con un bustone pieno di pane secco per le anatre. Ogni tanto prende la barca. E canta. Attorno c’è solo silenzio. Stanno zitti persino gli uccellini. C’è solo lui che canta, solo lui. Poi magari ti vede e si ferma. Buongiorno, dice. E solleva il braccio. Buongiorno, faccio io dal sentiero, più in alto. Saluto con la mano, anch’io.

Li incontri ogni giorno, quelli delle sette. Ti saluti. Con qualcuno finisce che ti dai pure del tu. E se un giorno non ne incroci uno ti chiedi cosa sia successo.

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