Degni di nota

Osteria Barbazza, cucina polacca a Roma

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I rapporti tra Italia e Polonia hanno una lunga storia di scambi – non a caso, i rispettivi inni nazionali citano l’altra nazione nei loro versi (anche in quello di Mameli, seppure si tratti delle strofe successive, rispetto a quelle cantate tradizionalmente). In Italia oggi vivono 116.000 polacchi, di cui circa 20.000 a Roma (fonte Polonia, L’Europa senza Euro, Limes, gennaio 2014). La cosa curiosa è che, malgrado si tratti di un numero non certo irrisorio, a Roma ad oggi c’è un solo ristorante polacco.

Si chiama Osteria Barbazza (prende il nome dalla via, dedicata ad Andrea Barbazza) e si trova dalle parti di Via di Torrevecchia, un po’ oltre la fermata della Metro A – Battistini. A gestirla è la signora Dana. Riconosci il posto  da fuori perché c’è una bella bandiera polacca appesa  all’entrata. Sono stata la prima volta all’inizio della primavera scorsa. Ieri sono tornata con alcuni amici italiani che volevano assaggiare in particolari i pierogi.

L’ambiente è quello informale di una trattoria, con credenze con i piatti e i bicchieri in vista, foto appese alle pareti, tra cui quella del Papa (il «nostro» Papa, Woityła) e una scattata assieme a Boniek durante una sua visita all’Osteria Barbazza. E ieri, vista la stagione, c’erano pure le decorazioni natalizie. La cucina polacca è autentica, sembra di stare a casa… in Polonia. O per me in Inghilterra, visto che tutta la mia famiglia polacca è lì.

Abbiamo cominciato con un «antipasto misto alla polacca» (la definizione è mia): una selezione di affettati, cetrioli in salamoia (un po’ più lunghi di quelli che si fanno in Italia, sott’aceto, e solitamente aromatizzati con l’aneto fresco), un’insalatina di rape rosse e kren (salsa di rafano). Di fatto queste sono anche le cose che normalmente uno mangerebbe per un pasto leggero, soprattutto d’estate.

golabki-Antonio-Domingo-Flickr

Gołąbki, foto di Antonio Domingo, presa da Flickr

Passati gli antipasti, siamo arrivati ai pierogi, che quando siamo entrati erano sfoggiati in bella mostra sul tavolo centrale, su larghi vassoi che mi hanno ricordato la Vigilia di Natale, quando mia nonna ne faceva decine e decine e decine. Dana ci ha preparato i pierogi «ruskie», con patate bollite e un formaggio leggermente acidulo e fresco che si usa solitamente in cucina in Polonia, con carne, e altri con carne e kapusta (la verza). I pierogi erano accompagnati dal barszcz, un brodo a base di rape rosse, in particolare, e altri vegetali. Ce l’ha versato da una teiera che il fratello, Jacob, ha scherzosamente chiamato lampada di Aladino, nelle tazze da tè – da bere mentre mangiavamo i pierogi. Poi ancora abbiamo assaggiato i gołąbki, involtini fatti con foglie di verza arrotolate e riempite di riso e carne macinata e servite con una salsa di pomodoro. Poi ancora abbiamo assaggiato un secondo di carne, non molto lontano da una cotoletta alla milanese, servito con patate e miseria, ma sia ben chiaro che la miseria polacca è cosa differente: è un’insalatina di cetrioli e yogurt. E per finire un dolce ai frutti di bosco con la meringa sopra.

L’atmosfera era familiare, deliziosa e Dana è stata anche gentilissima perché quando le ho detto che un paio di giorni prima era stato il compleanno di una delle presenti, si è attrezzata con una candelina (presa dalle decorazioni natalizie) che ha portato con la porzione di dolce della festeggiata. Una bella sorpresa per la mia amica, soprattutto quando si è trovata due candeline con i numeri che l’hanno di fatto invecchiata di 10 anni – mio errore: trenta e quaranta si pronunciano in modo simile, e per parlare piano per non farmi capire (come se qualcuno potesse capire il polacco, vabbè), devo averlo detto così piano che la signora Dana ci ha fatto la sorpresa più grande.

Quanto all’abbinamento, ci sono vini italiani ma noi abbiamo preferito la birra polacca (Zywiec).

Bellissima serata, sarà stato anche merito di questo imprevisto lost in translation ma era tanto che non ridevo così e la cucina era davvero autentica e deliziosa. Insomma, sebbene sia un po’ fuori mano, merita sicuramente il viaggio.

NB Attenzione, le foto non le ho scattate io ieri ma le ho prese online, scegliendole tra quelle più vicine ai piatti assaggiati all’Osteria Barbazza. Ieri ero troppo intenta a godermi la serata e non avevo ancora in mente di scrivere questo post. Noi per questo menu abbiamo speso 25 euro a testa.

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Largo Barbazza 32/33 – Roma
Cell. 328.8930614
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Consiglio di prenotare dicendo che volete assaggiare la cucina polacca (Dana prepara anche piatti italiani ma sapendo del vostro arrivo si preparerà per farvi assaggiare tutti i piatti tipici, come ha fatto con noi).
Occhio solo al parcheggio, in zona non è sempre facile.[/su_note]

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