Slawka G. Scarso

Short stories, poems and the odd travel note // Racconti, poesie, e qualche appunto di viaggio

Con o senza rima

Operatore Assistenziale Multifunzionale Vigilante

Tempo di lettura: 3 minuti

di Slawka G. Scarso

Girarsi i pollici non è poi così semplice come uno possa pensare. O meglio, in realtà esistono molte tecniche, molte varianti dello stesso esercizio che uno spesso trascura. Ad esempio si può invertire il verso in cui far girare i pollici. Oppure, meno banalmente, fare tre giri, fermarsi, contare fino a dieci e ricominciare. Si può contare quanti giri si fa in un minuto. O ancora, e questo è l’esercizio più difficile di tutti, si può girare un pollice solo e tenere immobile l’altro. Per riuscire a fare questo esercizio ci vogliono anni di pratica. Ma tanto il tempo non manca. La disoccupazione è anche questo.

Il sindacato dice che il lavoro è diminuito da quando ci hanno cambiato nome. Tutta questa moda per i termini “operatore ecologico” e simili, quello che in inglese viene definito politically correct language, ha fatto sì che la gente non ci assume più. Dicono che ci vuole troppo tempo a dire “operatore assistenziale multifunzionale vigilante”, e la gente ora, si sa, va sempre troppo di fretta. Figuriamoci se vuole sprecare minuti preziosi a pronunciare queste parole. Alcuni sindacalisti hanno persino proposto di utilizzare una sigla, OAMV, ma era troppo difficile da pronunciare ed il risultato è stato addirittura un crollo ulteriore.

Secondo me questo problema invece è banalmente legato all’abbassamento della natalità. Alla cosiddetta crescita zero. Se non nascono più bambini, come facciamo a lavorare?

Ricordo i bei tempi quando il lavoro non mancava. Gli stratagemmi che trovavo per comprare il gelato ai bambini. O ancora quelli che dovevo escogitare per togliere il minestrone dal menù. O quando li accompagnavo al parco giochi e spingevo l’altalena. Quanto ci divertivamo insieme! A volte ridevamo fino alle lacrime. Ricordo persino quando mi chiedevano di guardarli al mare, mentre facevano le capriole o le verticali in acqua che a malapena si vedevano i polpacci. E ricordo quando nelle notti fredde facevo nevicare così che il giorno dopo non dovevano andare a scuola. Solo che alle volte non mi riusciva bene, del resto non sono mica onnipotente, e con le prime ore della mattina la neve si scioglieva comunque, o magari non attaccava proprio, e allora dovevano andare a scuola. Ma erano felici lo stesso. Eh già, perché bastava che avessi fatto nevicare per poco.

Adesso non è più così. Il telefono non squilla mai. Abbiamo persino messo la connessione ad internet per la posta elettronica – visti i tempi purtroppo non ci è concesso di navigare perché la direzione vorrebbe contenere i costi. Similmente ci hanno dato dei telefoni cellulari (come se ci spostassimo mai da questi cubicoli bianchi) che possono solo ricevere telefonate. Tutto questo nella speranza che adattandoci ai nuovi modi di comunicare le richieste di servizi sarebbero aumentate. Ma nulla. La batteria del mio cellulare resta carica per mesi, tanto non viene mai utilizzata. E la mia casella di posta elettronica è fissa su “Nessun nuovo messaggio”.

No, la soluzione è un’altra. Dobbiamo cominciare a promuovere i nostri servizi in modo diverso. Perché, diciamoci la verità, ci siamo un po’ adagiati sugli allori. Insomma, ci è sempre andato bene che i nostri servizi fossero dedicati solo ai bambini, perché tanto di famiglie con sei, otto figli ce n’erano in abbondanza. Ma ora che la media è di 1,3 bambini circa a famiglia, dobbiamo adottare una strategia diversa e partire da quel vecchio proverbio, necessità fa virtù. Dobbiamo ricordare a tutti che anche da grandi possono avere bisogno dei nostri servizi. Non solo, che siamo tipi abbastanza eclettici da poterli aiutare in ogni settore. Problemi sul lavoro? Ci pensiamo noi! Problemi in amore? Siamo a disposizione 24 ore su 24. Potremmo fare così tanto per dare una mano, se non per risolvere completamente i loro problemi. Dopo tutto la neve certe volte si scioglie subito, ma la facciamo comunque cadere, no? E magari un primo passo per riuscire in questa nuova missione sarebbe quello di tornare al nostro vecchio nome. Angeli custodi.

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