Il Cammino di Santiago con Tessa, Zaino in spalla

Ma non puoi mica partire col cane sul Cammino di Santiago!

Tempo di lettura: 2 minuti

“Ma non puoi mica partire col cane sul Cammino di Santiago!” Così mi sono sentita dire qualche settimana fa da un altro pellegrino. Il motivo? Sul Cammino è sempre meglio partire per conto proprio, perché è un percorso spirituale o almeno interiore, oltre che fisico. Se parti col cane rischi di perdere questo aspetto del viaggio che è importante perché sei troppo concentrato sul cane.

La mia prima reazione è stata di chiusura, lo ammetto. Poi però ci ho pensato. Io stessa solitamente consiglio di andare sul Cammino per conto proprio, piuttosto che in gruppo. Tanto di gente ne conosci tanta mentre sei sulla strada, passo dopo passo. E anzi se parti in gruppo rischi di non essere sufficientemente aperto verso gli altri, quelli che ancora non conosci. Il Cammino, invece, come disse un sacerdote, non si misura in chilometri ma in persone incontrate, in storie condivise. Questo l’ho assaporato bene le ultime due volte, ma stavolta è diverso. Stavolta mi piace l’idea di partire con Tessa, forse anche per il fatto che dipende totalmente da me. Che mi seguirebbe dovunque, come ogni cane col suo padrone, e al tempo stesso sa che qualunque cosa accada mi prenderò cura di lei – ed è per questo che ci stiamo preparando già per un viaggio che faremo a giugno o settembre dell’anno prossimo. Se fossi stata da sola me la sarei presa molto più comoda, almeno in questa fase. D’altro canto Tessa è un’apripista verso le nuove conoscenze. Chiunque abbia un cane abituato ad andare in giro sa quanto è più facile rompere il ghiaccio quando si ha un amico a quattro zampe al proprio fianco.

Ci ho pensato, quindi, e sono arrivata a un’altra conclusione. Alla fine il Cammino ti chiama, e quando ti chiama c’è poco che tu possa fare. Riuscirai a organizzare il viaggio anche se pensavi che sarebbe stato impossibile. E poi ogni volta, sul Cammino, è diverso. Una volta parti per un motivo, un’altra per un altro motivo ancora. Ho conosciuto due signori norvegesi un giorno che mi trovavo a Cacabelos, che avevano iniziato a farlo a tappe, anni prima. All’inizio per curiosità, poi anche per loro è diventato un percorso interiore, spirituale, soprattutto dopo che il loro nipotino è nato con gravi problemi di salute.

Certo, consiglierei a tutti di fare il Cammino almeno una volta per conto proprio, però le motivazioni che ci spingono a farlo possono essere così tante che alla fine l’importante è andare e nessuno ti dovrebbe dire come e con chi. Perché magari la scelta dell’accompagnatore è un tutt’uno con la motivazione che ci spinge ad andare a Santiago. E se si è in coppia, se si è col cane, se si è con un gruppo di persone con cui si sta condividendo un certo percorso, va bene tutto. L’importante è essere aperti alla condivisione, con le persone che ci stanno accompagnando, e con quelle che incontreremo.

[Foto scattata stamattina durante l’allenamento nel bosco]

9 Comments

  1. Max

    13th December 2011 at 5:32 pm

    Intanto condividi con noi questi racconti di “allenamenti”, che a me piacciono molto. E poi mi hai fato tornare in mente “In viaggio con Charley” di Steinbeck. Non lo rileggo da anni, lo ricordo a malapena. Devo rileggerlo.

  2. Slawka G. Scarso

    14th December 2011 at 2:27 pm

    Ciao Max, grazie mille, continua a seguirci :) Ti confesso che In viaggio con Charley non l’ho letto ancora, sebbene sia in wish list da tempo… forse è arrivato il momento giusto!

  3. giacomo

    15th December 2011 at 8:58 pm

    ciao, ma quando parti?

    1. Slawka G. Scarso

      15th December 2011 at 9:32 pm

      Ciao Giacomo. Le opzioni al momento sono giugno o settembre del 2012. Dipende dagli impegni di lavoro. Tu sei già stato? Devi ancora partire?

  4. Marco

    4th May 2012 at 5:31 pm

    Ciao!!! io parto a Giugno con la mia Marilou e condivido tutto quello che c’è scritto, puntualizzo il fatto che il mio cane non lo lascio qui e l’avventura, nel bene e nel male, lo faremo assime!!!

    Ciao

    MArco

  5. lucia

    25th June 2012 at 12:55 pm

    Ciao, per Marco e Slawka:
    ammesso che non siate ancora partiti, voi che mezzo di trasporto userete?
    Io stavo pensando di andare ad agosto o al massimo settembre con il mio cane, ma purtroppo è escluso che io riesca ad arrivare con la mia auto e quindi dovrò tentare con i mezzi pubblici…
    Voi vi siete informati? Sapete se è fattibile (ho letto che su treni e bus spagnoli trasportare i cani è ancor più difficile che da noi)?

    Grazie!!!
    Lucia

  6. Slawka G. Scarso

    26th June 2012 at 7:19 am

    Ciao Lucia,

    purtroppo io e Tessa non siamo più partite per colpa della displasia all’anca di Tessa, che si è manifestata durante gli allenamenti… Se leggi i post più recenti ho raccontato qualcosa a riguardo.
    Quanto ai mezzi pubblici… Sulle corriere, se il cane non è piccolo (ma in quel caso non credo sarebbe in grado di fare il Cammino), escluderei portare il cane. Non che mi sia informata ma non saprei neppure dove te lo potrebbero far tenere.
    Sui treni invece vale un’altra regola, almeno da quello che ho letto in giro: i cani sono vietati ma non ti fanno scendere dal treno e molto dipende dal controllore. C’è da rischiare, insomma, ma voglio pensare che davanti a un pellegrino con cane dotato di museruola e che non dia fastidio agli altri passeggeri non ci saranno problemi.
    Però tieni presente che ad agosto fa MOLTO caldo in Spagna. Se fai il tratto sulle Mesetas poi non ne parliamo, quindi pensaci per il tuo cane. Agosto era infatti un mese che avevo escluso a priori per Tessa, per il rischio di colpi di calore. Meglio aspettare settembre, almeno secondo me…

  7. Marco

    15th September 2013 at 11:51 pm

    Ciao, mi dispiace molto per il tuo cane…vorrei partire anche io con la mia lupetta, mi sembra però davvero tanto complicato, non tanto per il km al giorno e per il caldo( perchè sceglierei per il cane una stagione non calda come magari maggio-giugno e per i km ho un che non dovrebbe avere problemi). L’unica versa cosa che mi spaventa è il problema per il dormire!
    Tu come avevi pensato di fare?

    Grazie Marco

    1. Slawka G. Scarso

      16th September 2013 at 7:32 am

      Ciao Marco,
      Confidavo nel fatto di trovare un po’ di spazio per Tessa nei cortili degli albergue (dove si appendono i vestiti, per dire) o comunque negli spazi comuni fuori dalle stanze. La mia idea era quella di abituarla alla copertina in modo tale che lei sapesse che dovunque andavamo, e dovunque mettevo la coperta, quella era la sua cuccia. Considera che Tessa non abbia neppure, è molto silenziosa, e se la metto in un posto lì mi aspetta.
      Di sicuro una scelta del genere è più facile in periodi in cui c’è meno gente – in “alta stagione” la escluderei, ci sono già troppi pellegrini negli albergue e il rischio di dare fastidio a qualcuno è troppo alto.

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